Oltre all'archeologia , l'altro mio grande interesse è sempre stato, sin da ragazzo, quello della cucina, ho iniziato molto presto a cucinare e non ho mai avuto l'errata convinzione di ritenere l'arte culinaria una attività che riguardasse solo le donne. Ho sempre pensato che il cibo e le maniere di prepararlo siano state specchi esemplari della storia e della cultura dei popoli. e che la scienza dell'alimentazione antica sia uno dei migliori viatici per conoscerne i segreti.

Stò attualmente completando un libro sull'alimentazione dei Romani : " La storia è servita: come e cosa mangiavano gli antichi Romani ".
Questo testo ha avuto una lunga gestazione, tutte le volte che lo riprendo in mano aggiungo qualcosa, poi mi sembra che non sia abbastanza completo, che manchino importanti informazioni..... insomma un "parto" difficile; ora tuttavia ci siamo veramente e lo pubblicherò con BOOPEN un nuovo modo di rapportarsi con un editore che trova prevalentemente il suo mercato in rete internet.
Riporto qui alcuni esempi di stralci dalle fonti letterarie che trattano della cucina romana. Ricordo che chi volesse leggere
alcuni miei articoli concernenti il vino in epoca romana e la cucina degli etruschi può seguire questo link e recarsi sul sito di Egidio Fusco VinoCon (sito totalmente gratuito) leggi...


STRALCI DALLE FONTI LETTERARIE


MARZIALE (*)
(Epigrammi)

Libro I , N. XVIII

A che prò', Tucca mescoli al vecchio Falerno il vino degli orci vaticani ? Ti hanno fatto del gran bene i vini pessimi o del gran male quelli ottimi? Non riguarda noi ma e' un delitto assassinare il Falerno, avvelenare con crudeltà' il vino Campano. Forse i tuoi commensali hanno meritato di morire: certamente non l'ha meritato un'anfora così preziosa.
 

Libro I, N. XLIII

Ieri siamo stati invitati da te in sessanta , o Mancino, e non ci è stato dato altro che un cinghiale: non uva tardiva lasciata a lungo sui tralci o mele nane dolci come il miele, non pere attaccate ad un lungo ramo di ginestra o melograne dal colore delle rose dalla breve vita; la rustica Sarsina non ci ha mandato i suoi formaggi conici, ne' sono arrivate le olive del Piceno, ma un cinghiale nudo e crudo, per di più piccolissimo, che potrebbe essere ucciso anche da un nano disarmato....
 

Libro VII, N. XX

Non c'è nessuno più' pezzente e più goloso di Santra ....... chiede tré volte ghiandole di cinghiale, quattro volte del lombo, e tutte e due le cosce della lepre, le due spalle e non arrossisce a giurare il falso per un tordo, ne’ a portar via brunastri lembi di ostriche. Unge il suo tovagliolo già sporco con bocconi di focaccia: qui ci mette anche grappoli d'uva conservati e pochi granelli di melograni e la pelle disgustosa di una vulva di scrofa privata del ripieno e un fico gocciolante e un boleto flaccido. E quando il tovagliolo quasi si rompe per i mille furti, si nasconde nel petto caldo molluschi già rosicchiati ed una tortora mutilata a cui hanno già divorato la testa. ......: riempie di vino annacquato un' anfora ai suoi piedi. .........

Libro X, N. XLVIII

………La fattoressa mi ha portato della malva che alleggerisce il ventre e le varie verdure che il mio orto produce: tra queste c'è la lattuga sessile ed il porro da tagliare a fette e non manca la menta che fa digerire e 1'erba afrodisiaca (la ruchetta o rughetta N.d.T.). Uova affettate faranno da cornice a sgombri adagiati sulla ruta e ci saranno mammelle di scrofa cosparse di salamoia di tonno. Questi piatti sono 1' antipasto : il modesto pranzo sarà' servito con una sola portata, un capretto sottratto alle fauci di un feroce lupo e braciole che non richiedono il coltello del maestro di mensa, fave di cui si cibano gli operai e cavolini appena nati . A queste pietanze aggiungerò' un pollo e del prosciutto avanzato da tre pranzi . Una volta sazi avrete dolci mele e vino limpido di un anfora nomentana, vecchio di sei anni quando era console Frontino. ........

LUCIO GIUNO MODERATO COLUMELLA (**)
(L'arte dell'agricoltura)


Libro XII, N. 41 - Ricetta per fare dell'ottimo vino col miele

Togli subito dal tino il mosto che è gocciolato da solo, quello cioè che è sceso prima che la massa dell'uva fosse spremuta con forza; ma sia il mosto che avrai ottenuto dall'uva delle alberate colta in un giorno asciutto. Verserai poi dieci libbre di ottimo miele in un urna di mosto, mescolerai bene bene e verserai in brocche che subito sigillerai col gesso e farai sistemare su un tavolato; se vorrai fare una quantità maggiore di questo vino aggiungerai il miele nella proporzione sopra indicata. Dopo ventuno giorni la brocca dovrà essere aperta, il mosto si travaserà' in altro recipiente, che a sua volta verrà sigillato e poi esposto al fumo.

 Libro XII, N. 49 - Olive dolci

Alcuni, dopo aver colto le olive come si e' detto, vi mescolano tre emine di sale per ogni moggio, aggiungendovi semi di lentisco e , fatto un letto di finocchio sul fondo dell' anfora, la riempiono di olive sino al collo; vi versano poi dell' aceto non troppo forte e , quando ne hanno già quasi riempito l’anfora, comprimono le olive con un tappo di finocchio, versando poi nuovo aceto sino all’orlo. Dopo quaranta giorni gettano via tutto il liquido, mescolando tre parti di sapa o vino cotto con una di aceto e riempiono l’anfora di questa miscela.

PETRONIO ARBITRO (***)
(Satyricon)

35. ..........Era un trionfo da tavola, di forma circolare, con i dodici segni dello zodiaco disposti in circolo; e sopra ognuno di essi l’artefice aveva posto un cibo corrispondente: sopra l’Ariete dei ceci cornuti; sul Toro una bistecca di manzo; sui gemelli testicoli e rognoni; sul Cancro una corona; sul Leone dei fichi d"Africa; sulla Vergine la vulva di una scrofetta; sopra la Libra (Bilancia) una bilancia che portava in un piatto una torta e nell'altro una focaccia; sullo Scorpione un pesciolino di mare; sul Sagittario un corvo; sul Capricorno una locusta di mare; sopra l’Acquario un'oca e sui Pesci due triglie. Nel centro, poi, una zolla tagliata con la sua erba sosteneva un favo di miele

40. ...... Subito dopo arriva un grande vassoio con dentro un cinghiale immenso che aveva in testa un berretto. Dalle sue zanne pendevano due cestelli di foglie di palma intrecciate, pieni l’uno di datteri freschi, l’altro di datteri secchi. Tutto intorno c’erano dei porcellini fatti di pasta dura, che sembravano attaccati alle mammelle e facevano così capire che si trattava di un cinghiale femmina. Questi furono donati ai commensali perchè se li portassero via. Per tagliare il cinghiale .... Questi, afferrato un coltello da cacciatore, diede un gran colpo sul fianco del cinghiale, e dalla ferita si alzò in volo uno stormo di tordi. ........

60. ...Vi era già' posto un trofeo da tavola pieno di torte in mezzo a cui si erigeva un gran Priapo di pasticceria, che, secondo l’uso, portava nel vasto grembo, quali emblemi di fecondità, uva e frutta di ogni genere. Noi stendiamo avidamente le mani su tanta abbondanza .... tutte le torte e la frutta, non appena sfiorate cominciano a gettare fuori schizzi di zafferano facendone arrivare sino in faccia l’acre aroma......

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(*) Marco Valerio Marziale, nato a Bibilis nel 40 e morto nel 103 circa dopo Cristo, è ritenuto il più importante epigrammista di lingua latina.

(**) Lucio Giuno Moderato Columella, nato a Gades nel 4 e morto nel 70 circa dopo Cristo, è stato uno dei più importanti scrittori latini di agricoltura.

(***) Tito Petronio Arbitro, nato nel 14  e morto nel 66 dopo Cristo a Roma, è stato un celebre scrittore e filosofo latino.

La "cassata di Oplontis"